domenica 16 marzo 2008

Sicilia:i riti di Pasqua e le tradizioni di cucina nel passato


Augurando a tutti gli amici blogs "BUONA PASQUA"

cliccando http://www.spaziodi.it/magazine/n0207/vd.asp?id=381 se avete voglia potete leggere il mio articolo:Sicilia:i riti pasquali e le tradizioni di cucina nel passato.

Marcella Candido Cianchetti







sabato 16 febbraio 2008

ARANCINE CON PISTACCHI


le "ARANCINE"

Sicuramente sono frutto di regali che ci hanno portato gli arabi durante la loro dominazione in Sicilia.Hanno introdotto il gelsomino,l'arancio, il riso, lo zafferano ecc....

Le arancine sono una ricetta palermitana, che trovi in qualsiasi rosticceria e si chiamano "le arancine" l'arancina è una tonda palla, mentre nel catanese si chiama "arancinu" ed forma di una palla pizzuta,ambedue le provincie usano quasi i medesimi ingredienti,si diversificano per piccoli particolari, appunto come la forma, il formaggio ecc...Oggi la ricetta ha molte varianti che chiameremo di fantasia, con melanzane ecc... adesso vi propongo una versione di fantasia.

Arancine con pistacchio:

1 kg di riso parboiled per risotto Carnaroli- cipolla bianca tritata-brodo vegetale 1 lt-1/2 bicchiere di marsala stravecchio-ragusano stagionato e grattugiato,in mancanza pecorino,1 bustina o 1e 1/2 secondo i gusti di zafferano-150 gr di burro-2uova intere- e2 tuorli- sale- 70 gr di pistacchio triturato grossolanamente-olio evo per friggere- pangrattato 300/350 gr

Soffriggere la cipolla nel burro, deve risultare trasparente, aggiungere il riso che tirerete con il brodo ,che rimesterete con un cucchiaio di legno, quasi fine cottura aggiungete il marsala dove avete stemperato lo zafferano, il sale, il riso deve risultare asciutto.Mettere il riso ben allargato a raffreddare quando è quasi freddo aggiungere se necessario un'altro pò di burro, il formaggio, l'uovo e i tuorli ed ammalgamare bene.Nel il palmo della mano inumidita ed a coppa mettete del riso,nel cuore del riso il pistacchio(se volete mozzarella a dadini,ma non molta),richiudete con altro riso e dare la forma desiderata, passare nell'uovo sbattuto, rotolare in pangrattato e friggete in olio,vanno mangiati caldi.







lunedì 28 gennaio 2008

ricetta molto particolare della mia bisnonna

La ricetta della mia bisnonna è molto particolare, può apparire non gradevoli ai nostri palati moderni, non più abituati ai sapori agro-dolce e cosi diversi, ma una volta che non c'erano i frigo la necessità di conservare gli alimenti era obbligo.Ho personalmente provato la ricetta ed non mi è dispiaciuta.
Ingredienti:1kg di arance rosse-1/2 kg di miele(io ho dimezzato la dose) liquefatto-1/2 bicchiere di aceto bianco casalingo- qualche chiodo di garofano- 1 bastoncino di cannella-1 cucchiaino di sale fino-qualche grano di pepe bianco.Lavare le arance non trattate, cuocere in abbondante acqua fino a quando la scorza non sia ammorbidita.In una casseruola a parte mettere l'aceto -, il miele, i chiodi, la cannella , il pepe, al fuoco senza smettere di girare con un mestolo di legno per qualche minuto ,fino a raggiungimento del bollore.Scolare le arance e metterle a strati in vaso di vetro a tenuta ermetica, aggiungere l'aceto aromizzato che avrete filtrato.Mettere il vaso a bollire.Conservare al buio.Queste arance si usavano quando era finita la stagione.Non ricordo il nome che la mia bisnonna usava per queste arance, ricordo soltanto che era un nome tedesco.

domenica 23 dicembre 2007

GOETHE:(VIAGGIO IN ITALIA):IL PRESEPE COME SVAGO



Il presepe come svago(1787)

Ecco il momento di accennare ad un altro svago caratteristico dei napoletani;vale a dire ai presepi, che a Natale si vedono in tutte le chiese e che rappresentano propriamente l'adorazione dei pastori,degli angeli e dei re magi,più o meno completo,in gruppi eleganti e sfarzosi.In questa Napoli gioconda,tale rappesentazione è arrivata fin sulle terrazze delle case.Si costruisce un leggero palchetto a forma di capanna,tutto adorno di alberi e alberelli sempre verdi;e lì si ci mette la Madonna,il Bambino Gesù e tutti i personaggi,compresi quelli che si librano nell'aria,sontuosamente vestiti a festa:un complesso guardaroba,per cui le famiglie spendono somme non piccole.Maciò che conferisce a tutto lo spettacolo una nota di grazia incomparabile è lo sfondo,in cui s'incornicia il vesuvio con i suoi dintorni.non è improbabile che,un tempo,fra questi fantocci ci siano mescolate delle figure viventi e che a poco a poco le famiglie nobili e ricche si siano divertite soprattutto a rapresentare la sera, nei loro palazzi,anche delle scene profane,tolte alla storia o alla poesia.

martedì 16 ottobre 2007

TOLENTINO:MUSEO DELLA CARICATURA


Nella cornice dello storico palazzoParisani-Bezzi,importante per nel 1797 perchè vi fu firmato il trattato di PACE tra Napoleone Buonaparte e la Santa Sede.Rilevante è l'archettonicamente perchè progettato nel xvì secolo da Antonio da Sangallo il Giovane,fu fondato nel 1970 dal pittore e caricaturista Luigi Mari,il museo della caricatura di rilevanza nazionale ed internazionale.Inoltre è sede della"BIENNALE INTERNAZIONALE dell'UMORISMO NELL'ARTE".Il museo grazie a lasciti e donazioni,dalla sua fondazione è contenitore di oltre 5000 opere contro i 3000 iniziali, ed è sempre in fase d'acquisizione.Sono,in cinque sale in esposizione,caricature di maestri dell'800 ed '900,opere dello stesso fondatore ,ed del suo maestro e zio Cesare Marcotelli, di Scarpelli,Maccari,Jacovitti,Mordillo,Gulbrasson,Galamara,Longanesi,Topor,Raponi,Fellini ecc....Vere cicche,sono inoltre alcuni numeri di giornale"IL SELVAGGIO" che fu ritirato , e chiuse le pubblicazioni per "CENSURA",MIGRAZIONI","LA VIE EN ROSE"."MONSIEUR NAPOLèON" ecc.....Un museo godibilissimo,ed importante per il premio"LUIGI MARI", che viene assegnato all'opera per la migliore caricatura....

domenica 23 settembre 2007

è finito il restauro del SAn MATTEO di CIMABUE di ASSISI

......è finito il restauro del "SAN MATTEO del CIMABUE ad ASSISI.
Un restauro:"una sfida disperata", cosi ha dichiarato G.Basile riferendosi all'affresco del Cimabue,quello di San Matteo,una delle quattro vele che affrescavano la volta della "basilica Superiore di San Francesco di Assisi", divenuto polvere e frammenti per il terremoto Umbro-Marchigiano del 1997.L'affresco del Cimabue già prima del sisma non era in buono stato conservativo, per due motivazioni:l'uso del Cimabue e della sua bottega,di biacca mescolata ad altre vernici èer attutire i toni;che nel tempo s'è ossidata creando un effetto"radiografico",quasi fosse una radiografia degli affreschi;lo strato troppo sottile d'intonaco.Per queste ragioni si presentava monocromatico, a differenza del ciclo pittorico di GIOTTO,ancora vivido nei colori;non avendo questo impiegato la biacca.Per il restauro della vela di San Matteo sono stati assemblati 25000 frammenti.Certo le lacune sono molte,ma si è proceduto al riposizionamento adottando la chiave di lettura di "PERCEZIONE" come per gli affreschi mediovali "bibblici"(Bibbia dei poveri), destinati agli analfabeti.I frammenti mancanti sono stati tamponati con un colore caldo, e non con il bianco eclatante di certi restauri,ciò rende omogeneo ed armonico il restauro; la stessa tecnica è già stata sperimentata per gli affreschi del "MANTEGNA" della cappella olivetana di Padova, lesionati da un bombardamento.Per selezionare i frammenti sono stati impiegati 2 anni.La metologia per il rincollare l'affresco è stata quella di usare 19 pannelli di alluminio e fibra di carbonio.I pezzettini sono stati incollati ad una rete,poi spalmata con intonaco neutro(grigio-rosa).Hanno partecipato al restauro dieci restauratori specializzati ed alcuni studenti dell'istituto centrale di restauro.Padre Enzo Fortunato ha dichiarato che a fine marzo verranno tolti i ponteggi e che l'inaugurazione avverrà in concomitanza delle celebrazioni liturgiche pasquali. Nel novembre 2005 il PAPA ha nominato"MOTU PROPIU" per amministrare il patrimonio per San Francesco e Santa Maria degli Angeli ed emesso nuove disposizioni per mantenere la tradizione francescana. Perugia marzo 2006

martedì 31 luglio 2007